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Estratto dalla pièce teatrale

by Davide Bertotti last modified 2006-09-13 17:31

Premessa minima dell'autore

Premessa minima dell’autore

 

 

 

 

Oh Mosa errante! oh tiepidi

Lavacri d’Aquisgrano!

Ove, deposta l’orrida

Maglia, il guerrier sovrano

Scendea del campo a tergere

Il nobile sudor!

 

[A.Manzoni – Adelchi, Coro, vv. 55-60]

 

 

 

 

 

Una simile epigrafe, scelta per un pezzo di teatro come questo, non può che suggerire una pesante ironia tutta volta a costringere il lettore (e forse anche l’ascoltatore) a riflessioni piuttosto impegnative e di varia natura.

Esiste forse un nesso, qualche somiglianza fra l’antico re dei Franchi e un personaggio del XX secolo il cui nome echeggiava per tutti i quattro angoli del globo: l’autore di questa pièce ha provato a ricordarsene.

 

Non è stato davvero facile mettere nero su bianco l’ennesima ‘carriera di un libertino’, ma il secolo appena passato ha avuto il grande merito di allenare l’umana memoria a grandi giochi di puzzle, di far roteare pensieri e ricordi fino a creare mosaici mentali ai limiti delle possibilità di espressione; oppure si parte da conoscenze più o meno salde, da indizi sempre più credibili fino ad acquisire, relativamente ad un qualsiasi argomento, la conoscenza più ampia possibile.

 

Chi scrive non doveva certo scoprire un ennesimo ‘delitto’; ha voluto soltanto ‘ritrarre’ dalla memoria un personaggio, un’epoca ed altri personaggi che utilizzavano – industrialmente parlando – le proprie risorse culturali, artistiche e umane in un modo ben preciso: è molto probabile che tutto ciò non sia universalmente noto.

 

L’autore, suo malgrado, ha dovuto parzialmente inventarsi e scrivere le parole, i dialoghi fra i protagonisti: un compito spesso penoso, alleviato dal fatto che luoghi, personaggi e spesso anche le date sono autenticamente reali e testimoniati dalle fonti consultate, fonti assolutamente attendibili e di grande prestigio storico-scientifico.

 

Preziose registrazioni musicali dell’epoca possono addirittura fare di questa pièce una sorta di ‘melodramma’ e le prospettive relative alla percezione verranno felicemente moltiplicate a tutto vantaggio dei fruitori.

 

Per le poche persone che avranno interesse a leggere questo lavoro e per le ancor meno che intendessero metterlo in scena, le emozioni sono davvero molte e assicurate: emozioni nere, dolorose ed anche terribili che non devono soltanto aiutarci a ricordare ma anche stimolarci a ri-conoscere tanti particolari storici che vengono dati troppo per scontati e che milioni di persone non hanno mai cessato di rimuovere, giungendo per conseguenza ad eccellere nella miserevole arte criminale di capovolgere i tanti dati di fatto che la storia ci ha consegnato in pesantissima eredità.

 

 

© davidebertotti agosto 2000


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